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22 settembre 2013 7 22 /09 /settembre /2013 18:44

roma-manifestazione-poliziotti-a-roma-25-settembre.jpg Per la prima volta scenderanno in piazza il 25 settembre a Roma assieme ai cittadini:i poliziotti si ribellano e dicono no ai tagli del governo. Il Movimento dei poliziotti ha organizzato una manifestazione dal titolo eloquente."Operatori delle Forze dell'Ordine in mutande chi partecipa con noi?"si legge sulla pagina Facebook del "Movimento dei Poliziotti". Al momento sono tantissime le adesioni della gente comune che ha deciso di unirsi ai poliziotti nella loro protesta e continuano ad aderire numerosi in queste ore.  La manifestazione avrà luogo il 25 settembre 2013 partirà da Piazza della Repubblica per poi spostarsi alle 10.45 in Piazza Viminale. In esclusiva al blog "la sottilelinearossa"  la lettera di Roberto Maccione, Segretario provinciale di Genova per l'A.D.P.(Autonomi di Polizia)per il Movimento Poliziotti, descrive la situazione critica e di di ordinario disagio nella quale versano le forze dell'ordine. 

La verità delle divise:

 "Al giorno d'oggi le divise stanno vivendo una situazione di estremo disagio.Girando per le caserme si possono vedere gli effetti dei pesanti tagli che governi di ogni tipo e colore politico hanno portato avanti in maniera chirurgica. Ci sono caserme in cui sotto gli occhi di cittdini italiani e stranieri a causa di pulizie ridotte al minimo si possono "ammirare" bagni aperti al pubblico in condizioni igieniche da quinto mondo, oppure muri destinati a non vedere un goccio di vernice per decenni. Per non dire poi di chi lavora in quegli uffici, Poliziotti con divise rattoppate e consumate, operatori con età media di cinquant'anni, totalmente sfiduciati e disillusi di poter vedere migliorare la situazione. In questi uffici bisogna inventarsi come riciclare ed economizzare su tutto, in pimis la carta. Con computer ministeriali che nessuno si oserebbe comprare da privato. Poi basta scendere nei garage per vedere un altro problema grave, veicoli parcheggiati in attesa di riparazioni, in attesa di autorizzazioni superiori per poter spendere i soldi. A volte può anche capitare che, finiti i soldi a bilancio per le riparazioni e le spese di gestione dei veicoli, ci siano macchine che rimangono ferme settimane per due lampadine bruciate. Per non parlare di quelle macchine che, bontà loro, nonostante la loro vetusta età si ostinano a funzionare, tipo vecchie "Punto" scalcagnate con le quali si spera sempre di non dover inseguire nulla piu che un motorino di cilindrata 50. Volanti guidate da cinquantenni non incentivati in nulla. Dopo trent'anni di turni, festivi e notturni compresi, senza speranza di essere avvicendati da uno di quei sparuti giovani che vengono assunti al giorno d'oggi. Che poi anche loro tanto giovani non lo sono mica tanto. Una volta si entrava in polizia appena terminata la scuola, oggi bisogna passare da anni di militare e passaggi burocratici che fanno si che un agente prende servizio intorno ai trent'anni. Magari dopo aver fatto missioni di peacekeeping, che di certo li possono formare a varie forme di attitudini ma nessuna delle quali applicabili in polizia nel servizio sul territorio nazionale. In altre caserme, quelle dei reparti mobili (Polizia di Stato) e dei battaglioni (CC e GDF) gli eredi dei cosiddetti celerini,troviamo il personale deputato alla difesa dell'ordine pubblico e alla difesa del sacrosanto diritto di manifestare senza turbative. Persone abituate ad essere considerate niente piu che picchiatori ignoranti, la cui professionalità invece è aumentata tantissimo negli ultimi anni. Personale che a dispetto delle famiglie può essere impiegato a volte senza preavviso per ogni tipo di emergenza e calamità. Personale impiegato in strutture come C.I.E C.A.R.A. e via dicendo, dove ogni giorno si vivono situazioni difficili. Personale che ogni mese aumentata il proprio "credito" con lo stato. Infatti ogni mese, si accumulano ore di straordinario che lo stato non vuole pagare. Questo succede anche per chi fa attività di indagine contro le criminalità organizzate. Oppure per quelle questure e commissariati che in sicilia vivono quotidianamente l'emergenza sbarchi. Per non parlare del particolare caso dell'indennità autostradale per i colleghi che lavorano nella specialità della Polstrada. Specialità che rappresenta il 14% del personale totale della Polizia ma che ha avuto il 40% dei caduti in servizio negli ultimi anni. Cifre impressionanti. Specialità alla quale spetta una speciale indennità per il personale impiegato in ambito autostradale. Tale indennità viene versata dalle società che gestiscono i tratti autostradali (autostrade per l'italia ecc) al ministero in tempi abbastanza brevi. però poi il pagamento ai colleghi di quanto dovuto si perde, per finanziare l'indennità del 2011 (si di due anni fa) il governo ha dovuto inserirlo in un decreto apposito. Ma quanto versato dalle società autostradali dove finisce? Perché viene corrisposto con fatica e in grave ritardo? Purtroppo sono tante le problematiche che ogni giorno devono affrontare le divise italiane, quelle qui elencate sono solo una piccola parte". Questa descritta nella lettera è la verità di una divisa che ogni giorno deve combattere la sua guerra per difendere i cittadini  tra mille difficoltà e  tanti tagli del governo. Il 25 settembre per la prima volta le divise e i cittadini si ritroveranno dalla stessa parte  della barricata per esprimere la loro ribellione e per cercare di cambiare le cose.

    
   
     
 
 
 
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Published by Alessandra C. - in Attualità
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19 settembre 2013 4 19 /09 /settembre /2013 17:01

Ha voluto ringraziare il Generale Michele Pellegrino, da pochissimo alla guida del Rc-West per il supporto fornitogli dal contingente italiano durante l'attacco al Consolato USA del 13 settembre. L'Ambasciatore USA James Cunningham, ha visitato ieri il contingente italiano e ha sottolineato il grande ruolo svolto dal RC-West nel fornire supporto alle forze di sicurezza afgane ed alle istituzioni civili della regione ovest, forze di sicurezza afgane che ormai operano quasi in modo del tutto autonomo. Il Comandante del Rc-West, ha sottolineato Afghhanistan ambasciatore USA visita contingente italiano che il successo della missione sta tutto nella grande collaborazione tra autorità afgane e la comunità internazionale. L'Ambasciatore USA ha visitato la sede del Rc-West, il comando del contingente multinazionale a guida italiana su base Brigata Meccanizzata"Aosta"con sede a Camp Arena a Herat. L'Ambasciatore è stato accolto dal Generale Pellegrino che l'ha aggiornato sulle operazioni condotte con le forze d di sicurezza afgane e sui vari progetti a favore della popolazione afgana in corso di realizzazione e su quelli futuri che verranno portati a termine dal PRT. Il PRT è l'unità italiana che fornisce assistenza alle istituzioni della provincia di Herat per potenziare lo sviluppo locale.

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16 settembre 2013 1 16 /09 /settembre /2013 18:43

Il "Lince" o "S.Lince", come lo chiamano i militari italiani,nonostante abbia salvato anche molte vite in missione, non sarebbe un blindato poi così affidabile. Alcuni militari sono morti anche durante esercitazioni a causa del suo ribaltamento. Il Maggiore La Rosa durante la sua missione in Afghanistan ha trovato la morte, ma forse si sarebbe potuto salvare se la botola aperta attraverso la quale è stato lanciato l'ordigno nel Lince, fosse stata chiusa. Dopo le rivelazioini di un Maresciallo dell'Esercito(vedi articolo su questo stesso blog, alla sezione attualità:"Roma:il lince è pericolosissimo, le rivelazioni di un maresciallo dell'Esercito)è la volta del Caporal maggiore scelto dell'Esercito, Stefano,(nome di fantasia) addetto ai Trasporti e istruttore di "Lince", che in esclusiva per il blog"lasottilelinearossa"rivela quali sarebbero i punti deboli di questo blindato. Una testimonianza la sua, che non mancherà di riaprire il dibattito:il "Lince" è davvero un blindato così affidabile soprattutto in terra afgana?Ecco la testimoninaza del caporal maggiore Stefano.COLONNA IN USCITA 1

"Mi chiamo Stefano,sono un caporal maggiore scelto dell'Esercito, istruttore del mezzo tattico VTLM Lince, ho partecipato a corsi ed aggiornamenti anche recentemente, quindi sicuramente in grado di dare un parere obiettivo sul mezzo, quindi senza entrare specificatamente nel merito, dico le mie osservazioni:

-mezzo a mio parere con diverse problematiche, prima fra tutte la massa, nel senso del volume, raggiunge un peso di 7 tonnellate circa è portato a raggiungere alte velocità il conduttore se deve evitare un pericolo impreciso sulla strada, deve stare attento a non ribaltarsi per le massime oscillazioni, l'impressione avuta è quella di una barca su mare forza 9... non so se mi spiego!!!

-altro problema:il cofano non blindato quindi anche un semplice"colpo" a fuoco che va a finire nel vano motore è cagionevole al mezzo che si ferma.

-i 3 radiatori sono posizionati dietro al brush bumper e non hanno protezione.

-ulteriore problema sono le cuffie dei braccetti che si rompono frequentemente perciò il conduttore prima di mettersi in movimento dovrebbe fare un bel controllo al mezzo per sicurezza.

-un pre-filtro gasolio è posizionato sopra la ruota posteriore sinistra la quale in caso di foratura può colpire il pre-filtro e danneggiarlo, altro tempo perso in movimento perchè tocca fermarsi e aspettare la squadra recuperi.

-le cerniere di alcuni portelli sono state rinforzate perchè all'inizio si correva il rischio che all'apertura potevamo cedere.

-l'ultima modifica apportata è stata il montaggio della ralla motorizzata, quindi l'eliminazione del verricello a causa del superamento peso il mezzo non poteva trasportare più di 5 persone ma solo 4. Il verricello era elemento essenziale del mezzo in caso questo rimaneva bloccato, il verricello era un aiuto ideale per sopperire al danno.

-altra pecca la targa montata anteriormente perchè troppo vicina alla ruota anteriore sinistra, ciò comporta che durante un'esercitazione fuoristrada la targa si può perdere, come anche le pedane che consentono ai passeggeri di salire sul mezzo, spesso durante la guida fuoristrada toccano il terreno e si piegano. Ma secondo un mio punto di vista l'errore maggiore è stato quello di montare una barra tra i sedili anteriori e quelli posteriori. Se il mezzo si ribalta solo il personale che occupa i sedili posteriori potrebbe uscire dalla botola posizionata sul tetto del veicolo.

Queste le mei impressioni...Confermate anche da altri miei colleghi."

Una testimonianza davvero interessante quella del Caporal maggiore scelto Stefano, istruttore di Lince, che fa riflettere ancora una volta sull'affidabilità di questo blindato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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10 settembre 2013 2 10 /09 /settembre /2013 17:40

E' durata sei mesi la missione degli Alpini della Brigata Julia al comando del Generale di Brigata Ignazio Gamba. Ora che la loro missione è stata portata a termine con successo, agli Alpini della "Julia" subentrano i militari della Brigata meccanizzata"Aosta"al comando del Generale Michele Pellegrino. La cerimonia del passaggio di consegne si è svolta stamattina, alla base di Camp Arena a Herat. Erano presenti il Generale di Corpo d'Armata Marco Bertolini, il Comandante dell'ISAF Joint Command, Generale Mark A. Milley, il Comandante del 204°Corpo d'Armata afgano e le principali autorità civili e militari della regione ovest del paese. Durante il suo discorso ai militari il Generale Bertolini ha sottolineato i tanti obiettivi portati a termine dagli Alpini della"Julia"e ha affermato che sicuramente la Brigata"Aosta"saprà portare degnamente a termine la sua missione."Come recentemente dimostrato dal nostro governo, contnueremo a supportare l'Afghanistan e faremo del nostro meglio per aiutare il popolo afgano anche nel futuro"ha affermato il il Generale Bertolini. Dal canto suo il Generale Milley, nel suo discorso ai militari schierati, ha tenuto in modo particolare ad evidenziare il ruolo fondamentale svolto dai militari del Rc-West, ruolo di supporto alle istituzioni civili e militari afgane nella regione ovest. Ora i militari afgani sono in grado di agire sempre più autonomamente nelle attività operative, grazie all'addestramento ricevuto daafghanistan passaggio di consegne tra julia e brigata aostal contingente italiano.

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9 settembre 2013 1 09 /09 /settembre /2013 17:35

nembo shindandHanno lasciato Shindand e con loro la bandiera di guerra. Rientreranno in Italia nei prossimi giorni gli Alpini del 7° Reggimento di Belluno. Per loro la missione è terminata. Si è svolta infatti oggi una breve cerimonia, che ha sancito il passaggio di consegne tra i parà del 183°Reggimento "Nembo"di Pistoia al comando del Colonnello Franco Merlino, e gli Alpini del 7°Reggimento di Belluno al comando del Colonnello Stefano Mega. Molte le operazioni portate a termine dagli Alpini in questi mesi, come la rimozione e la bonifica du numerosi IED durante ben 47 operazioni, 550 pattugliamenti, 300 dei quali hanno avuto l'obiettivo di garantire la sicurezza della Highway 1, la principale strada afgana che mette in comunicazione tutte le altre. Gli Alpini hanno inoltre svolto alcuni incontri con gli"elder"dei villaggi per supportare le forze afgane allo scopo di garantire la sicurezza nella provincia di Herat. Le operazioni sono state condotte in collaborazione con i militari afgani e tutti gli obiettivi prefissati sono stati raggiunti brillantemente. Tra le operazioni da ricordare la"Guardian Knot"che ha portato un migliormento della sicurezza per gli abitanti del distretto di Adsrakan, l'operazione"Deep Impact"per controllare il sistema idrico di Turfin, località nella quale erano stati rinvenuti dei razzi degli"insurgents"pronti ad essere lanciati sull'aeroporto di Shindand. C'è stata poi l'operazione"Piadarow Darost"nel distretto di Obeh in provincia di Herat, che ha assicurato la libertà di movimento sulle strade principali. Numerose anche le attività che sono state portate a termine nell'ambito della cooperazione civile-militare(CIMIC),come l'apertura della clinica a Shindand, e del campo sportivo di Mongolan-e-Now. Ora tocca ai parà del 183°Reggimento"Nembo"portare a termine la loro di missione.

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4 settembre 2013 3 04 /09 /settembre /2013 16:43

afghanistan-il-183-nembo-e-giunto-a-camp-arena.jpgI Parà del 183°Reggimento "Nembo" al comando del Colonnello Franco Merlino, sono pronti per affrontare la loro terza missione in Afghanistan, dopo quelle del 2009 e del 2011. Tra pochi giorni infatti ci sarà il passaggio di consegne tra il 183°Reggimento"Nembo" e gli Alpini del 7°Reggimento di Belluno al comando della TSU-C di stanza a Shindand. Oggi è giunta a Herat, presso Camp Arena, la bandiera di guerra del 183°"Nembo". Bandiera di guerra che è decorata di una medaglia d'argento e una di bronzo al valor militare, una medaglia d'argento e due di bronzo  al valore dell'esercito e una medaglia d'argento al valore civile nonchè una croce di guerra al valore militare. Ieri intanto si è concluso il trasferimento della Brigata Aosta al comando del Generale Michele Pellegrino, che a giorni assumerà il comando della missione ISAF dopo un'intensa attività addestrativa in Sardegna. La Brigata Aosta è alla sua prima missione in terra afgana e subentrerà alla Brigata Alpina"Julia"

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2 settembre 2013 1 02 /09 /settembre /2013 16:15

afghanistan-bandiera-4-rgt-guastatori-a-herat-camp-arena.jpgTra pochi giorni ci sarà il passaggio di consegne tra il 4°Reggimento Guastatori di Palermo e i militari del 2°Reggimento di Trento alla guida della Task Force"Genio". E ci sarà anche il passaggio di consegne tra la Brigata Alpina "Julia" al termine della sua missione di sei mesi, e la Brigata Meccanizzata "Aosta"alla guida del Rc-West. Il segnale di questi imminenti passaggi di consegne è  stato l'arrivo proprio l'altro giorno, della bandiera di guerra del 4°Reggimento Guastatori di Palermo presso la base di Camp Arena a Herat. E' la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale, che questa bandiera di guerra ha oltrepassato i confini nazionali per arrivare in terra afgana. La bandiera è decorata di una medaglia d'argento al valore militare, di una medaglia d'oro e di due medaglie di bronzo al valore dell'Esercito italiano.

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30 agosto 2013 5 30 /08 /agosto /2013 17:25

afghanistan mangusta italiani entrano in azione a supportoErano circa le 8.00 del mattino di ieri,ora locale, quando su richiesta delle forze di sicurezza afgane, due Mangusta A-129 italiani, sono decollati in tutta fretta dall'aeroporto della base Camp Arena di Herat. Destinazione:la valle di Bala Mourghab, da sempre una delle zone più a rischio di attacchi degli "insurgents". Le forze di sicurezza afgane erano impegnate nel presidio di alcuni check point mentre nella zona stava anche transitando un convoglio di militari afgani, quando si sono trovate sotto il fuoco nemico da qui la loro richiesta di aiuto ai militari italiani. I due Mangusta italiani giunti tempestivamente nella zona, sono stati ingaggiati dal fuoco nemico e impegnati in un combattimento durato parecchie ore. Hanno risposto prontamente all'attacco da terra neutralizzando la minaccia nemica e portando a termine brillantemente la loro operazione, consentendo così alle forze di sicurezza afgane di riprendere il controllo della zona. Per uno dei due Mangusta solo qualche lieve danno. L'operazione è stata condotta con la massima attenzione in modo da evitare il coinvolgimento di civili nelle ostilità.

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29 agosto 2013 4 29 /08 /agosto /2013 18:38

    afghanistan-genieri-italiani-pozzi.jpgGli abitanti del villaggio di Mogholan e Now potranno usufruire dell' acqua potabile. I genieri italiani del 2°Reggimento Guastatori di Trento di supporto alla TSU-Center(TSU-C)schierati a Shindand, al comando del Colonnello Giovanni Fioretto, nei giorni scorsi hanno infatti inaugurato due pozzi in questo villaggio. Quattrocento famiglie e più di mille abitanti potranno usufruire dell'acqua anche per irrigare i campi di grano. I fondi per la realizzazione dei pozzi sono stati messi a disposizione dalla Provincia Autonoma di Trento e dalla sezione trentina dell'A.N.A. e sono stati costruiti in due sole settimane da un'impresa edile del luogo, ma con i fondi italiani. C'è stata una breve cerimonia di inaugurazione, durante la quale il capo villaggio ha manifestato la sua grande soddisfazione per la velocità con la quale sono stati costruiti i pozzi e ha affermato che:"i fondi provenienti dall'Italia hanno permesso un concreto miglioramento delle condizioni di vita della nostra popolazione". Perchè il nemico in guerra si vince anche costruendo pozzi, portando l'acqua dove prima c'era il deserto e dando una concreta speranza a questo popolo.

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27 agosto 2013 2 27 /08 /agosto /2013 17:01

afghanistan salva un suo commilitone sotto il fuoco nemicoLo scenario è quella della battaglia di Khama Moullawi, nella valle di Bala Murghab. La zona è priva di qualsiasi copertura dal fuoco nemico. E il nemico spara:sotto una pioggia di proiettili di armi automatiche e lancio di razzi,un parà della Folgore che ha già visto cadere sotto i colpi del nemico un altro collega, porta in salvo un altro commilitone rischiando la sua vita. Riesce  a metterlo al sicuro e ritorna alla sua postazione. Postazione dove la battaglia continua ad infuriare e dove nonostante la situazione avversa, il parà incita i suoi commilitoni a tenere duro e a continuare l'azione di contrasto del fuoco nemico fino alla conclusione positiva dell'operazione. Era il 2011, e Francesco Barzacca, Caporal maggiore di 29 anni in forza al 183°Reggimento Nembo(di Pistoia) facente parte dei Paracadutisti della Folgore, per questa sua azione eroica è stato insignito della medaglia d'argento al valore dell'esercito, dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella lettera dell'importante onirificenza si legge tra l'altro"splendida figura di militare che con il suo comportamento ha confermato il valore del soldato italiano  in un difficile contesto  operativo contribuendo significativamente al successo dell'operazione". Il suo nome va ad aggiungersi a quello dei tanti soldati italiani protagonisti di atti eroici in questa guerra afgana. Nomi che non sempre si meritano un titolo o due righe sui giornali.

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