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19 luglio 2013 5 19 /07 /luglio /2013 15:43

afghanistan mat 3Tra i militari del contingente italiano dispiegati in Afghanistan, ci sono anche loro:sono i militari italiani del Military Advisory Team III. A loro è affidato un compito delicato e difficile allo stesso tempo:supportare ed assistere i militari afgani del 207°corpo d'armata, anche nella pianificazione e conduzione delle operazioni militari. La missione dei militari del MAT III è ormai giunta a metà del suo percorso, durante questo periodo i militari italiani hanno addestrato i militari afgani all'utilizzo dell'artiglieria, alla pianificazione delle operazioni, operazioni che devono essere mirate in modo da non causare vittime tra i civili. I militari del MAT III hanno migliorato le capacità di comando  degli ufficiali afgani. Sotto questo punto di vista è stato molto utile il seminario sulla leadership che si è tenuto nel giugno scorso, e al quale hanno partecipato più di 50 ufficiali afgani del 207°corpo d'armata nonchè militari  dei vari reparti. Di un'importanza davvero rilevante è stato poi il corso CIMIC(Cooperazione Civile Militare)organizzato assieme il PRT di Herat, destinato a ufficiali e sottufficiali della base di Camp Zafar, sede del 207°corpo d'armata. Tra i frequentanti del corso anche la presenza di 23 donne. Durante questo corso, i militari afgani hanno assimilato il metodo di lavoro che è il fondamento di tutte le attività svolte da enti militari ed organizzazioni governative e volto a migliorare le condizioni dell'Afghanistan. Il secondo corso si è concluso alcuni giorni fa ed ha visto coinvolti i militari del Genio, al termine sono stati 19 i militari afgani che hanno conseguito la qualifica di istruttore counter IED. Dal 18 giugno l'esrcito afgano ha il controllo della sicurezza della zona ovest del paese:con questi corsi la sua preparazione è stata notevolmente incrementata e consentirà alle forze militari afgane una sempre maggiore autonomia nelle gestione delle varie operazioni militari in vista del 2014.

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15 luglio 2013 1 15 /07 /luglio /2013 17:38
cagliari salvate il soldato marco diana vittima dell'uranioIl Maresciallo Marco Diana ammalatosi di cancro a causa dell'uranio impoverito contratto nelle missioni all'estero, è rimasto solo a combattere la sua battaglia contro una burocrazia e contro lo Stato che gli negano quei farmaci dei quali necessita per curarsi.          
A novembre o dicembre sarò morto le scorte mi bastano solo per pochi mesi e io non ho neppure i soldi e il tempo per fare causa ai responsabili di questa lenta condanna a morte.La colletta degli amici non è sufficiente. E c'è persino chi mi attacca con delle falsità senza verificare gli atti"ha affermato Marco in un'intervista al quotidiano on line"SaNatzione". E' stato costretto a vendere la casa per continuare a pagare di tasca propria le cure contro il cancro.
Il sindaco di Villamassargia(Ca)ha lanciato un appello all'assessore regionale della sanità per intervenire tempestivamente presso la Asl 7,  per cercare di eliminare gli ostacoli burocratici in modo da garantire al Maresciallo Marco Diana le cure.  Cure che non gli vengono pagate "nonostante tutte le sentenze certfichino questa necessità". Dalla sua bacheca di Facebook, Marco lancia un appello disperato ai tanti italiani che al contrario delle istituzioni, non lo hanno abbandonato e posta un video dal titolo "Marco uno di noi"visibile anche su youtube link  http://youtu.be/iR6gGTE_gdg nel quale i suoi genitori raccontano il dramma di un soldato abbandonato dallo stato.     
"Un qualcosa che non avrei mai voluto farVi vedere , non nascondo la mia vergogna e la mia emozione nel mostrarVi questo servizio ma mi trovo costretto , in alternativa muoio nel buio, il buio di un paese che non protegge i propri servitori ...    
in divisa : SOLDATI usa getta ammalati e morti per aver adempiuto al meglio delle nostre possibilita' e con dignita' al nostro credo verso il POPOLO ITALIANO, la la nostra famiglia e il TRICOLORE . Lo stato e' il grande elemosiniere , una entita' che non ha rispettato gli accordi morali, civili e assistenziali , che ha fortificato il mio CREDO , usandolo , prendendo la mia vita e buttandola come un fazzolettino di carta sporco . Mi domando se i rappresentanti delle istituzioni credono nei valori dello Stato cioe' NOI ? Nonostante tutto...... V I V A L' I T A L I A e il P O P O L O per il quale abbiamo dato la vita e non c'e' ne pentiamo".
Il Vs M.llo Marco Diana
 
 
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13 luglio 2013 6 13 /07 /luglio /2013 16:35

Erano le ore 14.15 locali(le 11.45 italiane) quando una pattuglia di militari italiani della TSU-S era impegnata in un'operazione di controllo di un'area ostile, dove in passato si era già verificato un attentato. I militari si trovavano a circa 10 km da Bala Balouk, nella provincia di Farah,quando  all'improvviso c'è stata l'esplosione di un ordigno proprioafghanistan militare italiano ferito da esplosione ordigno vicino alla pattuglia, uno dei militari è rimasto ferito al viso ed è stato subito trasportato all'ospedale da campo di Farah per precauzione. Le sue condizioni non sono gravi. Dall'ospedale ha potuto avvisare lui stesso i famigliari su quanto accaduto. Nel frattempo la pattuglia ha portato a termine la sua missione.

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11 luglio 2013 4 11 /07 /luglio /2013 15:26

L'inaugurazione di un campo sportivo, non è certo un evento da poco in Afghanistan:"Lo sport è un momento di aggregazione collettiva che aiuta la socializzazione e assicura un miglioramento delle condizioni fisiche dei più giovani. Le nuove generazioni hanno il diritto di di giocare, socializzare ed abbattere ogni barriera attraverso lo sport per costruire insieme un nuovo e pacifico Afghanistan": queste le parole del Comandante della TSU-C(Transition Support Unit Center),il Colonnello Stefano Mega, durante l'inaugurazione di un campo sportivo vicino al villaggio di Momgolan-e-Now vicino a Shindand. Il campo è stato costruito dai militari del contingente italiano in collaborazione con i militari afgani. La sua inaugurazione è avvenuta nei giorni scorsi durante una breve cerimonia alla quale era presente anche il capo del villaggio(elder)Haj Nabi Khan, e i militari italiani e afgani. Al termine della cerimonia, i militari hanno povveduto a distribuire 50 completi sportivi e 20 palloni per giocare a calcio ai ragazzi del villaggio."Attività come quella odierna sono possibili grazie al miglioramento delle condizioni di sicurezza dell'area che le forze di sicurezza afgane hanno garantito e dovranno continuare a garantire nel prossimo futuro"ha affermato il Colonnello Mega prima di fare rientro alla Fob"La Marmora"sede della TSU-C. Perchè la pace si può costruire anche con un campo sportivo e dei ragazzi finalmente liberi di correre dietro ad un pallone ed al loro sogno di libertà.col.mega shindand

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8 luglio 2013 1 08 /07 /luglio /2013 17:40
india i 2 marò devono essere liberati,l'inchiesta di TonyI due fucilieri del S.Marco Salvatore Girone e Massimiliano Latorre detenuti in India ormai da più di un anno, con l'accusa di avere ucciso due pescatori indiani, sono innocenti. Lo dimostra un'inchiesta con un'accurata riscostruzione dei fatti effettuata dal giornalista Tony Capuozzo. Una ricostruzione della quale dovrebbero tenere conto i vertici militari, gli avvocati e lo Stato che nonostante le tante rassicurazioni sulla sorte dei due marò sembrano averli dimenticati in India. I due marò si trovano a combattere contro i continui rinvii di un processo che forse si farà ad ottobre o novembre o forse chissà quando. Nella ricostruzione di Capuozzo, che si è avvalso anche della collaborazione dell'ingegnere Luigi di Stefano, già parte civile nel processo di Ustica, lo scenario ipotizzato è il seguente: è il 15 febbraio del 2012, tra le 16.00 e le 16.30 ora indiana, la nave Enrica Lexie viene avvicinata da un'imbarcazione sospetta. A bordo il team di fucilieri della Marina dato che non ha ricevuto nessuna risposta alle segnalazioni luminose ed acustiche, spara alcuni colpi di avvertimento in acqua. L'imbarcazione sospetta si allontana. Dalla Lexie, il comandante Vitelli lancia l'allarme SSAS, avvisando anche la Guardia Costiera Indiana. Alle 23.30 il peschereccio S.Anthony rientra in porto  con a bordo i corpi dei due pescatori indiani. Risultano uccisi da colpi d'arma da fuoco. Il comandante Bosco(del peschereccio St.Anthony) afferma che l'incidente è avvenuto alle 21.30 e allerta la Guardia Costiera Indiana. Sono le 21.36 quando la Guardia Costiera indiana ordina alla Lexie di fare rientro al porto di Kochi, e i due fucileri del S.Marco vengono arrestati. All'improvviso spunta una nave greca:è la Olympic Flair che comunica all'IMO(Organizzazione Marittima Internazionale) di essere stata attaccata da due imbarcazioni pirata, di non avere subito danni e si allontana. Quindi secondo la ricostruzione alle 21.30, nell'oscurità più completa, la nave greca viene attaccata da una nave pirata. Lì vicino c'è anche il peschereccio St. Anthony che viene scambiato dalla nave greca  proprio per un'imbarcazione pirata. In pratica il peschereccio viene a trovarsi tra le due navi e viene colpito secondo la ricostruzione, da colpi sparati dalla nave greca. La dimostrazione di questo, sono i colpi che sono andati a conficcarsi sulle fiancate del peschereccio:la loro traiettoria non è inclinata ma quasi orizzontale:proprio come succede quando si spara dall'alto di una nave più alta verso un'imbarcazione più bassa. Chi è stato a sparare dalla mave greca? Secondo fonti greche a bordo della Olympic Flair, c'era un team di contractors ma erano disarmati. Se  fossero stati armati, avrebbero avuto in dotazione armi con il calibro della NATO. La ricostruzione dimostra come si sarebbero realmente svolti i fatti. Perchè nessuno la tiene in considerazione come ulteriore prova per la dimostrazione dell'innocenza dei due marò? Perchè si sta lasciando passare il tempo senza fare nulla di realmente concreto per la loro liberazione? Ancora una volta per i due marò la parola d'ordine sembra essere:aspettare.
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5 luglio 2013 5 05 /07 /luglio /2013 12:08

afghanistan ataccati 2 elicotteri italiani nessun feritoI due Mangusta A 129 del contingente italiano stavano scortando una squadra dell'esercito afgano a Shewuan nella provincia di Farah, un paio di ore fa, quando si sono ritrovati sotto il tiro di armi portatili. I militari dei Mangusta hanno risposto prontamente al fuoco nemico con 30 colpi sparati con i cannoncini del Mangusta riportando solo lievi danni e nessun ferito hanno potuto fare ritorno all'aeroporto di Farah. Quattro talebani sono rimasti uccisi. 

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2 luglio 2013 2 02 /07 /luglio /2013 16:12

afghanistan militari italiani1Il mese di giugno che si è appena concluso, è stato un mese di intense operazioni congiunte per i militari italiani. Oltre all'operazione"Hot Summer"infatti, i militari italiani della Transition Support Unit South(TSU-S)su base 8°Reggimento Alpini di Cividale del Friuli al comando del Colonnello Michele Merola, hanno portato a termine assieme alle forze di sicurezza afgana altre operazioni. Con le operazioni"Alamo 3","Hot Summer""Thunder" e "Crazy Bird" è stata garantita la sicurezza delle principali vie di comunicazioni afgane e quindi la loro percorribilità. Durante queste operazioni i militari italiani e quelli afgani hanno condotto 91 attività di pattugliamento sulle principali strade afgane, 18 scorte a convogli logistici, e 50 attività di advising a favore delle forze di sicurezza afgane. E' stata assicurata libertà di movimento sulla route 517 che mette in collegamento Farah con Bala Balouk, e sulla Ring Road. I genieri del 2° Reggimento Guastatori di Trento sono entrati in azione e  hanno rimosso e neutralizzato degli IED lungo le strade, durante 37 attività di clearance, rendendo in questo modo più sicure le strade che vengono quotidianamente percorse oltre che dai convogli militari anche dai civili. Durante l'operazione"Thunder"la bandiera di guerra del 8°Reggimento Alpini è stata momentaneamente trasferita dalla Fob "Dimonios"di Farah alla Fob "Tobruk"di Bala Balouk, dove viene custodita dai militari della 6a Compagnia che sono qui schierati dal 15 marzo scorso. I militari hanno inoltre portato a termine  21 incontri con le principali autorità dei villaggi, ed hanno anche consegnato attrezzature mediche e diagnostiche all'ospedale di Farah che si occupa di fornire assistenza sanitaria a circa 500 mila persone. 

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30 giugno 2013 7 30 /06 /giugno /2013 17:51

afghanistan militari italiani portano a termine operazioneSi è conclusa in questi giorni l'operazione "Deep Impact". Obiettivo dell'operazione era quello di garantire la sicurezza della Shindand Air Base dall'eventuale attacco di razzi ad opera degli"insurgents". L'operazione è stata portata a termine dal 6°battaglione dell' Afghan National Army con il supporto dei militari italiani della Transition Support Unit Center schierati a Shindand. L'operazione è stata suddivisa in due fasi:la prima ha visto entrare in azione gli Alpieri del 7°Reggimento Alpini(l'unità di manovra che rappresenta la parte portante della TSU-C) che ha istruito i militari afgani sulle varie tecniche di discensione e di risalita, dopodichè si è proceduto ad un'accurata pianificazione dell'operazione da portare a termine. Nella seconda fase, i militari italiani hanno dato il loro supporto ai militari afgani che si sono calati in un "karez"dove fonti di intelligence avevano segnalato la presenza di razzi pronti ad essere lanciati contro la base di Shindand. L'operazione è stata portata a termine con successo, dimostrando ancora una volta, come i militari afgani stiano acquisendo una sempre maggiore autonomia a livello operativo, proprio grazie all'addestramento ricevuto dai militari del contingente italiano.

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26 giugno 2013 3 26 /06 /giugno /2013 18:14

afghanistan gen.gambaParole di elogio e di grande soddisfazione per il lavoro svolto fino ad ora dai militari del contingente multinazionale  nel delicato processo di transizione in atto, sono state espresse dal Generale Shiiref, Vice Comandante dell'Allied Command Operations in visita al contingente italiano. Ieri ha visitato i piloti dell'Air Advisory Team schierati a Shindand, e i militari dell TSU, poi su un NH-90 della Task Force Fenice è giunto a Herat presso la base di Camp Arena. Qui ha ricevuto tutti gli aggiornamenti sulle operazioni che sono in corso e su quelle future. Oggi ha visitato invece l'area nord della regione ovest, presso la base Rui Gonzalez de Clavijo di Qala-e-Now e il PRT a guida del contingente spagnolo. Ha poi partecipato ad una conferenza organizzata dalla polizia afgana sulla"Rule of Law"prima di ritoranare a Camp Arena e terminare così la sua visita al Rc-west a guida Brigata Julia.

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25 giugno 2013 2 25 /06 /giugno /2013 17:21

 
 Il commando di talebani è riuscito a farsi strada superando ben 25 check-points della polizia e attaccando il palazzo Presidenziale di Kabul in una delle zone più sicure e prottette della città. E' accaduto stamattina alle 6.30 ora locale(le 04.00 in Italia),quando si sono udite delle esplosioni e delle raffiche di arma da fuoco, un commando di talebani ha assaltato il Palazzo Presidenziale di Kabul nella zona delle ambasciate, della CIA e di molti edifici dell'ISAF. Un talebano si è fatto esplodere consentendo l'assalto all'ingresso orientale del palazzo presidenziale. I talebani grazie  a documenti falsi che avevano con sè e alle uniformi che indossavano sono riusciti nell ardua'impresa di arrivare fino all'anello d'acciaio, la parte più protetta dell'edificio. C'è stata una vera e propria battaglia durata un'ora, che ha visto l'intervento dei militari americani a supporto degli agenti della polizia afgana che sono riusciti a respingere l'attacco uccidendo i quattro assalitori. Non ci sono state vittime altre vittime nell'attacco. (Nel video di "World News" su youtube il filmato di quanto accaduto)
 
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